Open Call 2023

[IMMAGINATI & IMMAGINARI]

Il progetto espositivo per la 7° edizione di CARPI FOTO FEST 2023 FOCUS GIOVANI [IMMAGINATI & IMMAGINARI], si svolgerà a Carpi (MO) dal 6 al 21 maggio 2023, presso la SALA DEI CERVI, PALAZZO DEI PIO.

L’esposizione è aperta a tutti i fotografi residenti in Europa con un massimo di età di 35 anni, in forma individuale o collettiva, ed è GRATUITA SU INVITO DEGLI ORGANIZZATORI.

CONCEPT:

Ci sono scrittori che attraversano le epoche e i linguaggi, che lasciano una traccia significativa nell’idea stessa del rileggere e reinterpretare il mondo, creando nuovi percorsi da intraprendere attraverso la creatività, l’umanità, i sentimenti e la cultura. ITALO CALVINO, del quale nel 2023 si festeggeranno i 100 anni dalla nascita, è stato tutto questo.

Il CarpiFotoFest 2023, nello spirito di condivisione e confronto che ha attraversato le edizioni precedenti, ha deciso di rendere omaggio al grande scrittore italiano attraverso la proposta di un’OPEN CALL destinata al pubblico dei giovani autori e dedicata alla creazione di PROGETTI FOTOGRAFICIFANZINEDUMMY BOOK e LIBRI D’ARTISTA.

Narratore e saggista, Calvino ha sempre visto nei libri e nella scrittura la possibilità per allargare la concezione del mondo e dare libero sfogo alla propria creatività al fine di rivedere in modo sempre differente la realtà. Attraverso romanzi, racconti e saggi conserviamo la capacità di immaginare e costruiamo un nuovo vocabolario di parole che ci permettono di “inventare” percorsi personali senza che siano altri a farlo per noi.

CarpiFotoFest 2023 propone quindi ai fotografi UNDER 35 di cimentarsi in una riscrittura personale in cui immagini e parole andranno a rileggere alcuni dei temi dell’opera di Calvino. Le strade poetiche percorse dal grande scrittore sono veri e propri itinerari di viaggio che si dipanano lungo tutta la vita e la produzione dell’autore.

Negli anni ‘50 Calvino pubblica la trilogia de I nostri antenati che lo consacra ufficialmente come scrittore dopo un inizio significativo con Ultimo viene il corvo e Il sentiero dei nidi di ragno, opere legate alla sua esperienza durante il periodo della Resistenza. Nella sua poetica si affaccia una nuova tematica strettamente connessa al dualismo della professione che sta intraprendendo: la vita andrebbe descritta o vissuta? La risposta a questa domanda diventa il quesito centrale delle sue tre opere, Il visconte dimezzato (1952), Il barone rampante (1957), Il cavaliere inesistente (1959). I tre protagonisti incarnano la continua ricerca del proprio posto nel mondo. Il visconte Medardo rappresenta il senso dell’incompiutezza che spesso attraversa la nostra vita, il barone Cosimo sceglie di vivere il mondo da un punto di vista diverso, ma la mancanza dell’amore rende anche lui incompleto; il cavaliere Agilulfo è la raffigurazione stessa della inadeguatezza alla vita essendo pura coscienza ma anche assenza totale di realtà.

Il percorso compiuto da Calvino attraverso il ciclo dei Nostri antenati lo porta a scontrarsi con l’evidenza di una realtà che non esaudisce le sue aspettative, che appare deludente e insufficiente. Ed ecco allora che progressivamente si avvicina al mondo del fiabesco. Per due anni si dedica alla raccolta di fiabe scritte, o raccontate, che attraversano tutta la tradizione culturale italiana. I racconti vengono poi da lui tradotti dal dialetto all’italiano perché possano essere compresi da tutti, così da poter rimettere in circolo la fantasia, la dolcezza e l’umanità delle storie del nostro passato.

In quest’ottica rientra anche il testo introduttivo che Calvino realizzò nel 1966 per l’edizione Einaudi dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Con lo scritto di Calvino prese forma una rilettura straordinaria dell’opera, che intervalla il commento e la prosa alla narrazione in versi. Calvino non seguì l’ordine dei canti ma il suo percorso all’interno del poema diventò una sorta di guida contemporanea per un’opera classica, aggiornandola quindi al linguaggio del lettore moderno. Calvino ammirava profondamente Ariosto e la sua capacità di interpretare e re-interpretare continuamente attraverso la creazione fantastica. Ariosto sceglie di riscrivere con una nuova prospettiva la tradizione del ciclo carolingio e di quello bretone, ma anche di completare e quindi ridefinire l’Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo. Calvino rinnova il punto di vista della storia, la rende più semplice ma al tempo stesso più umana, appassionata, avventurosa. Utilizza con eccezionale consapevolezza l’ironia per raccontare la follia di Orlando e la costante fatica di Astolfo. Ci permette di orientarci all’interno del complesso intreccio della storia dei paladini facendoci diventare loro compagni di viaggio e di avventura.

Se la mancanza di amore per il barone Cosimo è conseguenza della sua scelta estrema e per Orlando il seme stesso della follia, per Calvino l’amore arriva improvviso e inaspettato. E Calvino ne viene travolto. Da quel preciso momento la vita reale diventa bellissima, anche quando è difficile, anche quando ti costringe a fare scelte radicaliE Calvino non rinuncia quindi a raccontare storie d’amore mancate ed impossibili, narrando quella straordinaria avventura che è il sentire. L’amore fa sorridere, piangere, sorprende, travolge, ti tiene attaccato alla terra o ti innalza verso l’impossibile (come ad esempio ne L’avventura di un fotografo all’interno de Gli amori impossibili).

Perché alla fine noi siamo ciò che abbiamo vissuto e amato.

Il castello dei destini incrociati (1973) e Una notte d’inverso un viaggiatore (1979) ci accompagnano verso la dimensione più complessa di Calvino, che non smette di rinnovare costantemente il suo campo di azione, la sia visione e il suo modo di scrivere. Il primo romanzo sembra raccogliere tutta l’esperienza culturale dello scrittore, che attraversa il mito, la storia, la letteratura, l’arte. Ciò che lo interessa è la complessità del meccanismo narrativo e il modo in cui gli elementi del racconto si combinano e si intrecciano; ed ecco allora che l’uso dei tarocchi disposti in modo diverso, i quali suppliscono alla mancanza delle parole per i protagonisti, sono veicoli per differenti storie che prendono forma nelle combinazioni sempre nuove delle carte.

Nel romanzo Una notte d’inverno un viaggiatore, Calvino gioca con i ruoli del creatore e del lettore, quest’ultimo infatti non riesce a completare la lettura di racconti di cui vengono proposti solo gli incipit. La creazione artistica non dà risposte ma permette di completare ciò che non è completo, e di ridefinire l’itinerario di ciò che sembra dover obbligatoriamente percorrere una strada ma improvvisamente si trova proiettato altrove.